Sabato 3 ottobre alle 16.30, al Museo delle Campane di Avegno, lo storico Stefano Pivato racconta l’Italia di Don Camillo e Peppone, quando a segnare il tempo dei paesi erano i rintocchi del campanile. PRENOTA IL TUO POSTO!
C’è stato un tempo in cui non erano gli smartphone a dirci l’ora, ma le campane: suonavano l’alba e il tramonto, la messa e il lavoro, la festa e il lutto. E chi controllava quei rintocchi, in qualche modo, controllava il tempo di tutti.
Sabato 3 ottobre, alle ore 16.30, il Museo delle Campane di via dell’Artigianato 9 ad Avegno — sede quanto mai adatta — ospita «La Guerra delle Campane. Don Camillo e Peppone», conferenza dello storico Stefano Pivato.
Professore emerito di Storia contemporanea all’Università di Urbino Carlo Bo, di cui è stato Preside di Facoltà e poi Rettore, Pivato è tra i massimi studiosi italiani del tempo libero, dello sport e della cultura popolare del Novecento. Tra i suoi titoli più recenti «La felicità in bicicletta», «Tifo. La passione sportiva in Italia», «Contro lo sport» e «Alla riscossa! Emozioni e politica nell’Italia contemporanea».
Il tempo suonato dal campanile
Prima degli orologi da polso e delle sirene di fabbrica, la campana è stata il primo grande orologio pubblico delle comunità: scandiva le ore, ma anche l’appartenenza. Suonare — o non suonare — voleva dire affermare chi comandava sul tempo del paese.
Don Camillo, Peppone e un’Italia che cambia
Prendendo spunto dall’immaginario di Guareschi, Pivato racconta l’Italia del dopoguerra attraverso il braccio di ferro tra il parroco e il sindaco comunista: due campanili, due mondi, due modi di intendere la comunità. Un modo per guardare, con l’occhio dello storico, a come è cambiato il nostro rapporto con il tempo condiviso.
«La Guerra delle Campane. Don Camillo e Peppone»
📅 Sabato 3 ottobre 2026
🕟 Ore 16.30
📍 Museo delle Campane – Via dell’Artigianato 9, Avegno
🎙️ con Stefano Pivato, professore emerito di Storia contemporanea
La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati: se l’incontro ti incuriosisce, PRENOTA IL TUO POSTO, potresti trovare la sala piena!


0 commenti